Gli insegnanti italiani, sempre più stressati

Quando si parla di corsi formazione docenti si pensa soprattutto a corsi di aggiornamento sulla pedagogia e sulle proprie discipline di riferimento. Eppure, forse, sarebbe il caso di inserire tra i corsi per la formazione dei docenti anche dei seminari sulla gestione dello stress. Proprio così: gli insegnanti del nostro Paese, secondo la psicologa Arianna Ditta, sono davvero sull’orlo di una crisi di nervi.

Gli insegnanti italiani e la difficile gestione dello stress

Stando allo studio scientifico condotto dalla psicologa mediante questionari e analisi statistiche tese a misurare il peso emotivo del dover fronteggiare degli alunni sempre più problematici – e dei genitori che, a quanto pare, sono sempre più propensi a mettere in discussione le norme scolastiche – quasi il 50% dei docenti è in una situazione di burnout di livello medio. La situazione è invece marcatamente più grave per il 25% del corpo docente.

Una situazione conosciuta ma trascurata

Da una parte, dunque, ci sono degli alunni sempre più aggressivi, che trasformano le aule italiane in ambienti pesanti. Dall’altra ci sono invece degli insegnanti sempre più stressati, che di conseguenza fanno maggiore fatica ad amministrare la situazione. E se è vero che la situazione è sotto gli occhi di tutte le figure che lavorano nell’apparato scolastico, per ora il fenomeno descritto da Arianna Ditta è per lo più trascurato o del tutto taciuto, non trovando risposta a livello delle politiche e dei corsi per la formazione dei docenti.

Le conseguenze dello stress

Va precisato che, stando alle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, il dirigente scolastico è obbligato a effettuare delle puntuali valutazioni dello stress lavoro-correlato, e a nominare a questo scopo un medico in grado di alleviare le situazione più pesanti. Per ora, però, i docenti sembrano lasciati da soli: il 24% degli insegnanti analizzati sono caratterizzati da un ‘esaurimento emotivo’ di livello medio, mentre un altro 20% accusa un esaurimento di livello alto. Ne consegue che la metà degli insegnanti soffre di vari malesseri legati allo stress: parliamo dunque di irritabilità, di ansia, di insonnia, di emicranie, di mal di pancia, di ulcere e di tristezza. Con ulteriore conseguenza del burnout, inoltre, c’è una crescente depersonalizzazione dei docenti, che si rivela in una progressiva freddezza nei comportamenti.

La cause di questo stress eccessivo

Sarebbe ovviamente semplicistico ricondurre questa particolare situazione ad una generica maggiore ‘problematicità’ degli alunni. Come spiega la psicologa sulle pagine di Repubblica, infatti, le motivazioni sono essenzialmente di tre tipi, ovvero «il rapporto diretto con gli allievi (mancanza di disciplina, scarsa autorevolezza o motivazione deficitaria per l’apprendimento); fattori di natura organizzativa (scarso sostegno offerto da colleghi e dirigenti, eccessivo carico di lavoro e di tempo, risorse esigue, continui cambiamenti normativi, retribuzione inadeguata o insufficiente riconoscimento professionale, pregiudizi sul lavoro docente); fattori di personalità (come tendenze nevrotiche, introversione, scarsa autostima, passività, aggressività)». Il fatto che il problema coinvolga in modo pesante o comunque rilevante solo la metà degli insegnante è un indice del fatto che la differenza principale sta nella capacità del singolo docente di rispondere in modo efficace alle condizioni di stress sul luogo di lavoro. Come sottolineato da Ditta, per migliorare la situazione sarebbe necessario supportare gli insegnanti fin dal loro primo ingresso nella professione, attraverso appositi interventi nella formazione docenti inerenti agli aspetti emotivi e relazionale dell’insegnamento.

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